Anche per il 2012 l’Italia si è confermata l’ottavo fornitore su scala mondiale del Brasile e il secondo tra i Paesi europei, dopo la Germania.
Nonostante il contesto di crisi economica internazionale e la diminuzione generale delle importazioni brasiliane, l’andamento delle esportazioni italiane è rimasto quasi invariato (appena -0,38%). Il dato italiano è il secondo miglior risultato fatto registrare dai primi otto paesi esportatori (il primo è quello delle esportazioni dalla Cina che hanno registrato un +4,5%).
Nel corso dell’anno la presenza economica italiana nel Paese è cresciuta grazie ad un aumento dei flussi di investimento del 145% rispetto al 2011. Le filiali e gli stabilimenti produttivi di imprese italiane censite alla fine del 2012 sono 743 (rispetto ai 585 del dicembre 2011).

L’attuale congiuntura ha inciso anche sul volume complessivo dell’interscambio bilaterale, passato da 11,7 Miliardi di dollari statunitensi a 10,7. Il saldo commerciale è rimasto a favore del nostro Paese con un raddoppiamento dei valori rispetto al 2011.

Il Brasile si conferma in una valutazione di medio-lungo periodo un’economia molto vivace che dovrebbe far registrare buoni tassi di crescita anche nel 2013 e 2014. La domanda interna e la classe media di circa 100 milioni di persone, con un reddito familiare medio mensile tra 769 e 3.317 dollari, continuano a sostenere l’economia.
Il Brasile presenta ancora, pertanto, rilevanti opportunità per le nostre imprese. Un’attenzione particolare meritano i grandi eventi che saranno organizzati nel Paese nei prossimi due anni (su tutti la Coppa del Mondo di Calcio nel 2014 e i Giochi Olimpici di Rio de Janeiro nel 2016) e gli imponenti progetti infrastrutturali che li precederanno.
Composizione dell’interscambio commerciale.
La maggior parte delle esportazioni italiane in Brasile proviene dal comparto dei mezzi di automazione, delle macchine utensili, della componentistica auto, degli oli per la produzione petrolifera e dei prodotti farmaceutici. In corrispondenza con l’incremento del consumo di beni di lusso nel mercato locale iniziano a registrarsi anche crescenti volumi di importazioni dei prodotti italiani del settore abbigliamento/moda ed altri beni ad alto valore aggiunto.
L’importazione di prodotti brasiliani in Italia è basata soprattutto sulle materie prime: minerali di ferro, olio grezzo ricavato dal petrolio, acciaio, caffè, soia, pellami, zucchero di canna, e prodotti della carne nelle sue varie elaborazioni industriali.
Molte aziende italiane di grande e medio livello sono ormai radicate nel paese. Si tratta in particolare dei gruppi Fiat, Pirelli, Ferrero e Telecom Italia Mobile.
Inoltre sono presenti gruppi industriali quali Finmeccanica, Eni, Enel, Alitalia. Nel settore bancario: Intesa San Paolo, Unicredit, Ubi Banca e Banca Popolare di Vicenza. Ed ancora Generali, Barilla, Campari, Lavazza, Azimut, Natuzzi, Luxottica, Marcegaglia, Mossi e Ghisofli, Impregilo, Techint, Maire Tecnimont.
Cooperazione istituzionale
La cornice della cooperazione economica tra Italia e Brasile è data dalle riunioni del Consiglio Brasile-Italia per la Cooperazione Economica, Industriale, Finanziaria e per lo Sviluppo che ha, tra l’altro, varato, un meccanismo di monitoraggio del commercio e degli investimenti bilaterali. Nel maggio 2012 la Sottosegretaria del Ministero degli Affari Esteri, Marta Dassù, ha guidato la missione Governo-Regioni-Sistema Camerale. La missione è stata aperta dal Forum economico Italia-Brasile a cui hanno partecipato oltre 600 operatori commerciali e rappresentanti istituzionali brasiliani ed italiani. Erano presenti anche il Presidente dell’Agenzia per il commercio estero, Riccardo Monti, il Presidente di SIMEST, Riccardo Lanna ed il Presidente della Regione Marche, Gian Mario Spacca che guidava la rappresentanza di 16 Regioni italiane.
Nel corso della missione è stato firmato un Memorandum di Intesa nel settore della nautica tra i Ministeri dello Sviluppo, Industria e Commercio Estero brasiliano ed il Ministero dello Sviluppo economico italiano. Altre intese settoriali sono state sottoscritte da Enti territoriali italiani e brasiliani. Oltre ai “memoranda” nel settore portuale siglati dall’Autorità portuale di Venezia con quella di Santos ed a quello sulla nautica firmato con lo Stato di Santa Catarina, si segnala il Memorandum firmato dalla Regione Marche con la Federazione dell’Industria dello Stato di San Paolo per la creazione di un distretto industriale del settore dell’arredamento. Il progetto intende ampliare quello che ha già portato alla nascita di un analogo distretto negli Stati Parà e Amazonas con il coinvolgimento di circa 600 aziende brasiliane e 50 italiane.
Le relazioni economiche poggiano inoltre sul “Piano d'Azione per il Partenariato Strategico” firmato dal Presidente Lula e dal Presidente del Consiglio Berlusconi il 12 aprile 2010 a Washington. Al termine della successiva visita del Presidente del Consiglio italiano a San Paolo (28-29 giugno 2010), e' stata rilasciata una dichiarazione congiunta e sono state firmate dieci intese nei settori del turismo, delle infrastrutture, dello sport, della promozione economica-commerciale e della cooperazione industriale.
In particolare e' stato varato lo strumento del "Business Council".
I due Paesi cooperano inoltre nei organismi economici multilaterali, nei quali il Brasile è un attore di sempre maggior peso, come ad esempio nell’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC) di cui è membro dal 1995. Secondo i dati del Fondo Monetario Internazionale, l’economia brasiliana è attualmente la settima mondiale e la prima dell’America Latina, con oltre il 40% dell’intera ricchezza del continente prodotta sul suo territorio. Secondo le stime dei principali organismi finanziari internazionali, il 2013 non dovrebbe portare sostanziali cambiamenti mentre nel 2014 il Brasile dovrebbe divenire la quinta economia mondiale. In quanto importante realtà economica di livello globale, il Brasile è anche parte insieme all’Italia del G20, e mantiene una consultazione costante con il G8.
Particolarmente intenso ed articolato il programma di cooperazione con l’Unione Europea, che nel suo insieme costituisce il primo partner commerciale del Brasile.
Il 24 gennaio 2013 si è svolto a Brasilia il VI Vertice Brasile-UE al termine del quale è stata firmata una Dichiarazione Congiunta che ha riaffermato la reciproca soddisfazione per l’andamento delle collaborazioni bilaterali e l’importanza di un’ulteriore intensificazione degli scambi commerciali. La Dichiarazione riafferma l’impegno di entrambe le parti ad evitare il protezionismo e l’adozione di barriere tariffarie agli investimenti ed al commercio.
Presenza Istituzionale Italiana a sostegno della collaborazione economica.
Oltre alla rete diplomatico-consolare (l’Ambasciata a Brasilia, quattro Consolati Generali, due Consolati e 101 Consolati Onorari), in Brasile sono presenti: l'Agenzia per la promozione del commercio estero (ex ICE), che opera attraverso l’Ufficio a San Paolo, e un’estesa rete camerale, composta dalle Camere di Commercio di San Paolo, Rio de Janeiro, Porto Alegre, Belo Horizonte e Florianópolis. A San Paolo sono inoltre presenti un ufficio dell'ENIT, uno della SACE e un Addetto Finanziario della Banca d’Italia.
Per maggiori approfondimenti è disponibile la seconda edizione dello studio "Modello di sviluppo industriale del sistema Italia in Brasile" elaborato dall’Ambasciata con la preziosa collaborazione di KPMG e Confindustria.
Il documento, reperibile su questo sito internet alla
sezione pubblicazioni, è un’analisi del mercato brasiliano per aree geografiche e settori commerciali volto a fornire uno strumento di consultazione e valutazione per le imprese italiane che intendano entrare in Brasile.
Lo studio si concentra sui seguenti elementi:
- un censimento delle filiali e degli stabilimenti produttivi di aziende italiane presenti in Brasile (alla fine del 2012 ne sono state censite 743) che fotografa reti di imprese e distretti industriali installatisi nel corso degli anni;
- un’analisi delle opportunità che il mercato brasiliano offre;
- una rassegna dei principali Stati e regioni del Brasile che partecipano in maniera più significativa alla formazione del PIL aggregato;
- una disamina dei settori più promettenti del sistema economico locale e dei piani di sviluppo e di investimento federali che saranno messi in cantiere da qui al 2022;
- un quadro sintetico degli incentivi e delle linee di credito di cui le nostre imprese possono usufruire.
Per ulteriori informazioni si suggerisce di consultare inoltre il nuovo sito
www.infomercatiesteri.it