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Cooperazione Economica

 

Cooperazione Economica

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Le relazioni economiche bilaterali

Introduzione. La cooperazione economica è uno degli assi portanti delle relazioni fra l’Italia e il Brasile. Proprio nel 2015 sono stati realizzati importanti eventi ai massimi livelli istituzionali, che hanno contribuito a rafforzare in maniera decisiva la cooperazione economica bilaterale.
Il primo di tali appuntamenti è stato il VI Consiglio di Cooperazione, svoltosi a Brasilia il 15 aprile 2015, proprio a ridosso dell’apertura di Expo Milano, che ha visto il Brasile fra i Paesi protagonisti con uno dei maggiori padiglioni nazionali.
Ancora più rilevanti sono stati gli appuntamenti succedutisi nel corso dell´anno: anzitutto l´incontro tra il Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi e la Presidente della Repubblica del Brasile Dilma Rousseff, in occasione della sua visita a Expo Milano, avvenuta nel mese di luglio. In tale riunione sono stati individuati i settori prioritari di cooperazione (infrastrutture, energia, spazio).
Nel successivo mese di novembre si è svolta la visita in Brasile del Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Paolo Gentiloni, accompagnato da un´importante delegazione imprenditoriale. Durante la missione è stato firmato un Memorandum d´Intesa (MoU) con l´allora Ministro brasiliano della Pianificazione Economica, Nelson Barbosa, dedicato alla cooperazione bilaterale e alla promozione degli investimenti nei settori delle infrastrutture e dell´energia.
A dicembre, infine, è stato formalizzata la creazione del Gruppo di Lavoro bilaterale (GdL), previsto dall’art. 4 del citato MoU, coordinato dall’Ambasciata d'Italia e dal Ministero della Pianificazione economica brasiliano.
Il GdL rappresenta la cornice istituzionale all’interno della quale approfondire le opportunità di cooperazione nei settori citati, mettendo intorno al tavolo le principali imprese italiane interessate e i rappresentanti delle Autorità brasiliane competenti per materia. In merito ai programmi d’investimento recentemente varati dal Governo brasiliano (la seconda fase del Piano di Infrastruttura e Logistica – PIL, per il quale sono previsti 198 miliardi di Reais e il Piano di Investimento in Energia Elettrica – PIEE, da 186 Miliardi di Reais).
A oggi si sono svolte già tre riunioni del GdL, dedicati rispettivamente al settore energia, alle infrastrutture stradali e aeroportuali, e alle opportunità nel settore portuale.

I rapporti economici bilaterali: scambi commerciali e investimenti.

Alcuni dati aiutano a spiegare meglio l’importanza del Brasile come partner per le nostre imprese, sia in termini di investimenti che di
interscambio commerciale, cresciuto di circa il 200% tra il 2003 e il 2013. Dopo la flessione registrata nel 2014 (-6,09% rispetto all’anno precedente), il 2015 ha visto diminuire ancor più nettamente le esportazioni italiane verso il Brasile che, attestandosi intorno ai 4,67 MLD di dollari, hanno fatto segnare un calo di oltre il 25,9%. A loro volta le importazioni, già in flessione dell’1,88% nel 2014, sono diminuite del 18,67%, essendo pari a circa 3,27 mld di dollari. Conseguentemente, anche il saldo della bilancia commerciale a nostro favore diminuisce in maniera sostanziale (-38%), passando da 2,289 a 1,405 mld di dollari, cosí come l’interscambio complessivo che segna un calo del 23% rispetto all’anno precedente, attestandosi sui 7,945 mld di dollari.
In un contesto caratterizzato da una diminuzione di oltre il 38% delle importazioni totali brasiliane, conseguenza dei perduranti effetti della crisi evidenti fin dall’anno precedente, la performance italiana sembra comunque mantenersi su buoni livelli, con una quota di mercato del 2,73%, in leggera diminuzione rispetto al 2014. In generale, la tendenza delle esportazioni italiane è sostanzialmente in linea con quella del principale competitor europeo, la Germania (-25%), anche se più accentuata di quella dell’intero blocco Unione  uropea (-21,56%).
Si conferma la tradizionale composizione del nostro export verso questo Paese: oltre il 50% dei prodotti esportati appartengono a un segmento di alto valore aggiunto, quali componentistica per il settore automobilistico, macchinari per l’imballaggio, elicotteri, vaccini e prodotti terapeutici, imbarcazioni a motore.


Quadro di sintesidell’interscambio commerciale bilaterale

 ANNO  IMPORTAZIONI  ESPORTAZIONI  SALDO  INTERSCAMBIO
2010 4.235.337.908  4.838.049.794  602.711.886  9.073.387.702 
 2011 5.440.918.058  6.223.303.524   782.385.466 11.664.221.582 
 2012 4.580.695.491   6.201.528.863  1.620.833.372 10.782.224.354 
2013  4.098.022.680  6.719.357.301   2.621.334.621 10.817.379.981 
 2014 4.020.776.126  6.309.816.035   2.289.039.909 10.330.592.161 
2015  3.270.224.753  4.675.277.875  1.405.053.122  7.945.502.628

Fonte MDIC - dati preliminari gennaio 2016(Valori in US$ FOB)


Per quanto concerne gli investimenti diretti, le ultime statistiche disponibili relative al 2013 attestano l’Italia alla nona posizione con oltre 18 miliardi di USD di stock, seguendo la Germania e precedendo Paesi quali il Portogallo e la Cina. Gli investimenti italiani si concentrano per oltre il 30 per cento nei servizi e nelle telecomunicazioni e per un altro 30 per cento circa nel settore automobilistico. Ancora molto limitati, invece, gli investimenti in Italia da parte di imprese brasiliane, del resto ancora poco propense a internazionalizzarsi, soprattutto al di fuori delle tradizionali aree di interesse rappresentate dal Cono Sud e dagli Stati Uniti.
La congiuntura economica attuale e il recente declassamento del rating da parte delle principali Agenzie (S&P, Moody’s e Fitch),  nsieme al pur contenuto aumento dei tassi di interesse deciso dalla FED, potrebbe determinare l’uscita dal Paese di investimenti di carattere finanziario (speculativo) e, in generale, rendere il Brasile meno attrattivo per gli investitori internazionali. D’altra parte, la crisi in corso (con il forte deprezzamento del Real) e le vicende giudiziarie che stanno coinvolgendo molte importanti imprese locali potrebbero rappresentare anche un’opportunità per gli investitori italiani, in un’ottica di medio lungo periodo, in termini di acquisizione di asset produttivi.
Il censimento della presenza imprenditoriale italiana registra ad oggi quasi 900 filiali e stabilimenti produttivi operanti in Brasile, che contribuiscono in maniera significativa alla creazione di posti di lavoro, anche grazie all’indotto generato. Nel Paese sono presenti alcune delle maggiori realtà industriali italiane, tra cui Fiat, Fincantieri, Tim, Pirelli, Intesa San Paolo e altri, insieme ad aziende meno note e di dimensione medio - piccole. Per quanto concerne la localizzazione geografica degli investimenti italiani, oltre che negli Stati del sud, più sviluppati economicamente e meta preferita della nostra imprenditoria (oltre la metà delle nostre aziende sono concentrate nello Stato di San Paolo), le imprese italiane si stanno affacciando nel nord est (Pernambuco, Maranhão, Bahia) ma anche nel centro (Goiás, Mato Grosso do Sul), in Stati relativamente meno sviluppati, ma con tassi di crescita più elevati rispetto al resto del Paese e che presentano, di conseguenza, maggiori opportunità.
Tale ultima tendenza, insieme alla creazione di posti di lavoro assicurata dalla nostra imprenditoria e alla presenza di PMI italiane (sono circa 6 milioni le PMI brasiliane, soprattutto micro-imprese), sono elementi valutati con favore da parte di questa Presidenza della Repubblica, il cui Partito di maggioranza, il PT, ha nel Nord Est brasiliano il proprio maggiore bacino elettorale.


Grafico 1
 
Crescita del numero delle imprese italiane in Brasile (Fonte: Ambasciata d´Italia).

Proprio con l´intento di assicurare maggiore impulso alla presenza italiana nell’economia brasiliana, l’Ambasciata d´Italia, nel contesto dell’attività promozionale per EXPO 2015 e anche allo scopo di stimolare l’interesse degli investitori brasiliani per il nostro Paese sfruttando la vetrina offerta dall’evento milanese., ha realizzato varie missioni di sistema, con la partecipazione di imprese e di altri attori del Sistema Italia (Agenzia ICE, Enit, Camere di Commercio, ecc.) – in molti Stati brasiliani che presentano opportunità di affari interessanti per il tessuto produttivo italiano.

Per un approfondimento del contesto economico brasiliano vedi qui

Per i dati sintetici sulla presenza economica italiana: Booklet "Contributo dell'Italia allo sviluppo economico del Brasile" - scarica qui il file PDF.

E' qui disponibile una sintetica Scheda Paese dedicata al Brasile

Per ulteriori informazioni si suggerisce di consultare inoltre il nuovo sito www.infomercatiesteri.it


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