Questo sito usa cookie per fornirti un'esperienza migliore. Proseguendo la navigazione accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra OK
ambasciata_brasilia

Cooperazione Economica

 

Cooperazione Economica

gentiloni barbosa coop eco

Le relazioni economiche bilaterali

Introduzione.

La cooperazione economica è uno degli assi portanti delle relazioni fra l’Italia e il Brasile. In particolare, negli ultimi anni sono stati realizzati importanti eventi ai massimi livelli istituzionali, che hanno contribuito a rafforzare in maniera decisiva la cooperazione economica bilaterale.
Dopo la realizzazione del VI Consiglio di Cooperazione bilaterale (Brasilia, il 15 aprile 2015) e la rilevante partecipazione brasiliana a Expo Milano (il Brasile è stato fra i Paesi protagonisti con uno dei maggiori padiglioni nazionali), va segnalata la visita in Brasile dell’allora Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Paolo Gentiloni, accompagnato da un’importante delegazione imprenditoriale (novembre 2015). Durante la missione è stato firmato un Memorandum d´Intesa (MoU) con l´allora Ministro brasiliano della Pianificazione Economica, Nelson Barbosa, dedicato alla cooperazione bilaterale e alla promozione degli investimenti nei settori delle infrastrutture e dell´energia. A seguito di tale intesa, infine, è stato formalizzata la creazione del Gruppo di Lavoro bilaterale (GdL), previsto dall’art. 4 del citato MoU, coordinato dall’Ambasciata d'Italia e dal Ministero della Pianificazione economica brasiliano.
Il GdL rappresenta la cornice istituzionale all’interno della quale approfondire le opportunità di cooperazione nei settori citati, mettendo intorno al tavolo le principali imprese italiane interessate e i rappresentanti delle Autorità brasiliane competenti per materia, nell’ambito dei programmi d’investimento varati dal governo brasiliano. Con l’avvento del Governo Temer i progetti previsti dalla seconda fase del Piano di Infrastruttura e Logistica – PIL (che prevedeva investimenti per 198 miliardi di Reais) e il Piano di Investimento in Energia Elettrica – PIEE (da 186 Miliardi di Reais) sono confluiti nel “Programa Crescer”, finalizzato a facilitare i partenariati pubblico-privato (PPP) e a incentivare la partecipazione degli investitori internazionali.
A oggi si sono svolte sei riunioni del GdL (delle quali una realizzata alla presenza dell’allora Ministro per le riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi) dedicate alle opportunità offerte dai settori energia e delle infrastrutture stradali, aeroportuali, portuali e ferroviarie, oltre che ad aspetti trasversali quali le possibilità di finanziamento dei vari progetti.
Da ultimo, si segnala la recente Missione di Sistema guidata dal Sottosegretario di stato allo Sviluppo Economico, Ivan Scalfarotto (Brasilia - San Paolo, 23-25 novembre 2016), caratterizzata da incontri di alto livello con interlocutori istituzionali brasiliani, da un’ampia partecipazione di aziende italiane di vari settori. Di particolare rilevanza lo speciale evento dedicato alla ricerca e all’innovazione del settore aerospaziale, svoltosi a San Josè dos Campos, sede dell’INPE (Instituto Nacional Pesquisa Espacial).

I rapporti economici bilaterali: scambi commerciali e investimenti.
Alcuni dati aiutano a spiegare meglio l’importanza del Brasile come partner per le nostre imprese, sia in termini di investimenti che di interscambio commerciale, cresciuto di circa il 200% tra il 2003 e il 2013.
Dopo aver raggiunto un picco nel 2011 (11,66 miliardi di dollari), l’interscambio è diminuito progressivamente a poco più di 7 miliardi di dollari nel 2016 (-11,6% lo scorso anno rispetto al 2015). Il nostro paese ha registrato surplus commerciali nei confronti del Brasile a partire dal 2009, dopo la crisi finanziaria, raggiungendo un massimo di 2,6 miliardi nel 2013. Nel 2016 il surplus si è significativamente assottigliato a 0,38 miliardi di dollari (da 1,40 miliardi nel 2015). Mentre le esportazioni brasiliane hanno registrato un lieve progresso (+1,6% a 3,32 miliardi – si erano contratte del 18,7% nel 2015), le importazioni dall’Italia hanno continuato a calare significativamente nel 2016, sebbene a un ritmo minore rispetto all’anno precedente (-20,8% e -25,9% rispettivamente). Nel triennio 2017-19 le previsioni indicano un tasso di crescita medio annuo delle esportazioni italiane al Brasile in euro di circa il 3%.
L’Italia rappresenta il nono mercato di sbocco per le merci brasiliane (1,9 per cento la quota dell’Italia sul totale delle esportazioni brasiliane) mentre è il sesto fornitore del Brasile (il secondo tra i paesi europei, dopo la Germania e prima della Francia, con una quota sul totale delle importazioni brasiliane di circa il 2,7%). I pattern di commercio non sono significativamente variati negli ultimi anni. Il Brasile continua a esportare essenzialmente materie prime (oltre il 43% del totale, in particolare cellulosa, caffè, minerali ferrosi e soia) e prodotti semilavorati (quasi 35%, in particolare cuoio e pelli) mentre importa prodotti manufatti (96,6% del totale nel 2016), in particolare macchinari (42% nel 2016), prodotti chimici (18,6%) e mezzi di trasporto (8,9%).


Quadro di sintesidell’interscambio commerciale bilaterale

grafico
Fonte: MDIC - * si considerano export e import brasiliani (un saldo negativo indica un surplus per l’Italia)

Commercio bilaterale Brasile-Italia – dettaglio per prodotti (2016)
grafico2


Per quanto concerne gli investimenti diretti, le ultime statistiche disponibili del Banco Centrale del Brasile relative al 2014 (censimento 2015) vedono l’Italia in ottava posizione tra i Paesi investitori con oltre 17 miliardi di euro di stock (secondo il metodo di calcolo della controparte finale, che tiene conto dell’effettiva proprietà dei capitali), mentre i dati sui flussi del 2016 vedono l’Italia in sesta posizione, con oltre 2,8 miliardi di dollari.
Per quanto concerne la composizione, gli investimenti italiani in Brasile (secondo il concetto dell’investitore finale) si concentrerebbero prevalentemente nel settore dell’informazione e delle telecomunicazioni (34,7%), dell’industria di trasformazione (24,8%) e dell’elettricità e del gas (21,7%).
Ancora molto limitati, invece, gli investimenti in Italia da parte di imprese brasiliane, del resto ancora poco propense a internazionalizzarsi, soprattutto al di fuori delle tradizionali aree di interesse rappresentate dal Cono Sud e dagli Stati Uniti.
Il censimento della presenza imprenditoriale italiana registra ad oggi oltre 900 filiali e stabilimenti produttivi operanti in Brasile, che contribuiscono in maniera significativa alla creazione di posti di lavoro, anche grazie all’indotto generato. Nel Paese sono presenti alcune delle maggiori realtà industriali italiane, tra cui Fiat, Fincantieri, Tim, Pirelli, Intesa San Paolo e altri, insieme ad aziende meno note e di dimensione medio - piccole. Per quanto concerne la localizzazione geografica degli investimenti italiani, oltre che negli Stati del sud, più sviluppati economicamente e meta preferita della nostra imprenditoria (oltre la metà delle nostre aziende sono concentrate nello Stato di San Paolo), le imprese italiane si stanno affacciando nel nord est (Pernambuco, Maranhão, Bahia) ma anche nel centro (Goiás, Mato Grosso do Sul), in Stati relativamente meno sviluppati, ma con tassi di crescita più elevati rispetto al resto del Paese e che presentano, di conseguenza, maggiori opportunità.

E' qui disponibile una sintetica Scheda Paese dedicata al Brasile

Per ulteriori informazioni si suggerisce di consultare inoltre il nuovo sito www.infomercatiesteri.it


33